Il Parlamento europeo ha dato martedì il via libera a nuove regole per rafforzare il controllo sugli investimenti esteri nell’Unione, nel tentativo di proteggere settori considerati strategici da potenziali rischi per la sicurezza e l’ordine pubblico.

Il testo, approvato con 508 voti favorevoli, 64 contrari e 90 astensioni, introduce l’obbligo per tutti gli Stati membri di dotarsi di meccanismi nazionali di screening degli investimenti esteri nei comparti sensibili, tra cui difesa, semiconduttori, intelligenza artificiale, materie prime critiche e servizi finanziari.

L’obiettivo è rafforzare la sicurezza economica dell’Unione mantenendo al tempo stesso aperta l’Europa agli investimenti internazionali.

Le nuove norme puntano inoltre ad armonizzare procedure che oggi differiscono notevolmente tra i Paesi membri e a rafforzare il coordinamento tra autorità nazionali e Commissione europea, soprattutto nei casi che presentano implicazioni transfrontaliere.

Una delle novità riguarda anche investimenti formalmente effettuati all’interno dell’Ue ma controllati in ultima istanza da soggetti o entità di Paesi terzi, che rientreranno nel campo di applicazione delle regole.

Per il Parlamento, il rafforzamento del quadro normativo risponde a uno scenario geopolitico sempre più instabile. La pandemia, la guerra russa in Ucraina e altre tensioni internazionali hanno infatti evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture e degli asset strategici europei.

Il relatore del provvedimento Raphaël Glucksmann ha definito il voto come “la chiusura di un capitolo di ingenuità europea”.

“Alcuni Stati stranieri stanno cercando di indebolirci”, ha dichiarato l’eurodeputato, sostenendo che l’Ue stia “voltando pagina rispetto alla cecità volontaria degli Stati membri che hanno permesso ad attori stranieri di assumere il controllo di settori sensibili della nostra economia”.

Il testo prevede inoltre un ruolo più ampio per la Commissione europea nella definizione delle condizioni applicabili agli investimenti esteri in specifici settori strategici. L’esecutivo europeo ha già avviato questo percorso con la proposta dell’Industrial Accelerator Act, presentata a marzo.

Il regolamento dovrà ora ricevere anche l’approvazione formale del Consiglio prima dell’entrata in vigore. Le nuove norme inizieranno ad applicarsi 18 mesi dopo.

,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *